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Le Storie

LA LEGGENDA DELLA VENERÀ

Viveva dietro la chiesa di Bedizzano, su quella strada che porta ai castagni, una vecchia signora: la Venerà, che i bambini temevano e gli adulti evitavano. “E’  una strega!”, si diceva. Abitava sola in una casetta sempre buia, gli scuri sempre accostati e raramente usciva. Quando lo faceva, sempre sul far della sera, Bedizzano si fermava. Al suo passaggio gli uomini smettevano di parlare e si facevano da parte, avvicinandosi gli uni agli altri. I bambini correvano in casa piangendo e nessuno osava accostarsi a lei. Viveva nel paese anche un altro personaggio: Pié dal Frisc. Era un po’ il  matto del villaggio, un grosso omone con la schiena curva e la faccia rubiconda di vino, un sorriso innocente da bambino che spuntava sotto due occhi buoni e sinceri, ma non troppo furbi. Pié girava per Bedizzano, con un piccolo zufolo di legno in tasca. I cavatori tornando dal lavoro stanchi avevano il loro divertimento; lo invitavano a suonare e Pié felice sorrideva, si cavava di tasca lo strumentino e intonava una melodia, sempre la stessa. I bambini divertiti si mettevano a seguirlo in fila indiana, imitando i suoi goffi passi di danza. Fu proprio Pié con il suo corteo di piccoli dispettosi a far conoscere a Bedizzano la vera faccia della Venerà. Una sera, mentre lui suonava, lei uscì di casa e si incontrarono faccia a faccia; gli uomini, presi dallo scherzo, non si accorsero di lei e neppure i bambini; insomma, nessuno si rese conto che Pié aveva preso per mano la “strega”. E la stava facendo ballare con lui. La Venerà sorrideva imbarazzata, qualcuno si era accorto di lei e non l’aveva evitata. Quando la musica finì la Venerà era ormai una di loro e non più una vecchia signora sola ed evitata da tutti.

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